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CO₂, fertilizzanti e aquascaping

Impianti CO₂ per acquario: quale sistema scegliere e come dosarlo in sicurezza

La CO₂ è l'acceleratore dell'acquario piantumato: piante più fitte, colori più vivi e meno alghe se è ben regolata. Ma un eccesso può soffocare i pesci, quindi conviene scegliere bene l'impianto e saperla misurare.

Di Redazione AcuarioSano Aggiornato il 6 min di lettura
Impianti CO₂ per acquario

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A cosa serve la CO₂ in acquario

Le piante hanno bisogno di luce, nutrienti e carbonio per crescere. In un acquario senza integrazione, il carbonio disponibile è la poca CO₂ che si scioglie dall'aria e quella prodotta dai pesci, circa 2-5 mg/l. Per piante robuste come la Cryptocoryne wendtii, le anubias o le felci basta. Ma se vuoi un prato di Hemianthus callitrichoides o di Monte Carlo, oppure piante a stelo rossastre come la Rotala rotundifolia, la CO₂ fa la differenza. L'obiettivo tipico in un piantumato con luce media o forte è 20-30 mg/l durante il fotoperiodo.

Tipi di impianto CO₂

Bombola pressurizzata con riduttore ed elettrovalvola

È il sistema di riferimento. Comprende una bombola ricaricabile (da 500 g a 2 kg o più), un riduttore di pressione con valvola a spillo per regolare finemente il flusso, un'elettrovalvola collegata a un timer, un contabolle e un diffusore o reattore. È la soluzione più stabile e, nel tempo, la più economica per grammo di CO₂. Marchi come JBL, Dennerle, Aquael, Chihiros o Sera offrono kit completi su Amazon.

Kit fai da te a lievito o acido citrico

Producono CO₂ per fermentazione (zucchero e lievito) o per reazione chimica (acido citrico e bicarbonato). Costano poco e funzionano bene in nano e acquari fino a circa 60 litri. Il punto debole è che la produzione non è costante: forte all'inizio, debole alla fine, e non si può spegnere di notte, salvo nei sistemi ad acido citrico con elettrovalvola.

Carbonio liquido

Sono prodotti a base di glutaraldeide o composti simili che forniscono carbonio organico. Non è vera CO₂ e non sostituisce un impianto pressurizzato, ma aiuta negli acquari con poca luce e ha un certo effetto contro le alghe. Alcune piante, come la Vallisneria o i muschi, lo tollerano male a dosi alte, e con i gamberetti bisogna rispettare la dose per litro.

Confronto rapido

SistemaStabilitàCosto inizialeSpegnimento notturnoIdeale per
Bombola + riduttore + elettrovalvolamolto altamedio-altosì, con timerpiantumati da 60 litri in su
Fai da te a lievitobassamolto bassononano e prove
Fai da te ad acido citricomediabassosì, con elettrovalvolaacquari piccoli e medi
Carbonio liquidomediamolto bassonon serveacquari con poca luce

Come regolare la CO₂: bolle e drop checker

Il contabolle serve a ripetere una regolazione, non a sapere quanta CO₂ è disciolta, perché la dimensione della bolla cambia da kit a kit. Come punto di partenza si inizia di solito con 1 bolla al secondo ogni 100 litri, aumentando poco alla volta nell'arco di alcuni giorni. Per misurare davvero usa un drop checker (test permanente) con soluzione di riferimento a 4 dKH: blu indica poca CO₂, verde è il punto giusto e giallo significa eccesso. Reagisce in circa 2 ore, quindi modifica la regolazione e aspetta prima di toccarla di nuovo.

Consiglio: programma l'elettrovalvola perché si accenda 1-2 ore prima della luce e si spenga 1 ora prima che la luce si spenga. Così l'acqua è ricca di CO₂ quando le piante ne hanno bisogno e di notte il livello cala.

Sicurezza dei pesci

Di notte le piante non fanno fotosintesi e consumano anche ossigeno: per questo bisogna spegnere la CO₂ quando si spegne la luce e mantenere un buon movimento in superficie. Se vedi pesci boccheggiare in superficie o respirare velocemente, chiudi subito la CO₂, aera e fai un cambio d'acqua. I gamberetti sono ancora più sensibili.

Attenzione: non usare mai bombole per gasatori senza un riduttore adatto né gas da saldatura, e non aumentare il flusso di colpo. Un riduttore scadente può scaricare in un colpo il resto della bombola in vasca («end of tank dump»).

Errori tipici

  • Aggiungere CO₂ senza fertilizzare: le piante restano senza nutrienti e compaiono alghe. Abbinala ai fertilizzanti per piante.
  • Fidarsi solo del contabolle, senza drop checker.
  • Lasciare la CO₂ accesa tutta la notte.
  • Mettere il diffusore dove non c'è corrente: le microbolle devono percorrere la vasca.
  • Aumentare la CO₂ in un acquario con poca luce, dove le piante non possono sfruttarla.

Per capire meglio l'equilibrio tra luce, fertilizzazione e carbonio, leggi la nostra guida su la CO₂ in acquario. Confrontiamo schede tecniche, recensioni verificate e criteri d'uso, ma non testiamo fisicamente i prodotti.

Domande frequenti

Il mio acquario piantumato ha bisogno di CO₂?+

Non sempre. Con piante a crescita lenta come anubias, felci o cryptocoryne e luce moderata se ne può fare a meno. Per piante da prato, piante rosse o luce intensa la CO₂ fa una grande differenza.

Quante bolle di CO₂ al secondo devo impostare?+

Come punto di partenza circa una bolla al secondo ogni 100 litri, aumentando gradualmente. Il valore reale lo conferma il drop checker, che deve restare verde durante le ore di luce.

Bisogna spegnere la CO₂ di notte?+

Sì. Senza luce le piante non consumano CO₂ e l'ossigeno cala, quindi lasciarla accesa può soffocare i pesci. Un'elettrovalvola con timer la spegne in automatico.

Un impianto CO₂ fai da te funziona?+

Sì per nano e acquari piccoli, soprattutto quelli ad acido citrico. Quelli a lievito producono in modo irregolare e non si possono spegnere, quindi in acquari medi o grandi conviene una bombola con riduttore.

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